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Wednesday, 10 December 2014

Champions League - L'Ajax sbriga la pratica APOEL e chiude al terzo posto il girone


In pieno fermento per la loro cinquantesima gara ufficiale di Champions league (23 vittorie, 12 pareggi e 14 sconfitte) e caricati dal bottino raccolto contro il Willem II in campionato, i ragazzi allenati da Frank de Boer si giocano l'accesso all'Europa League contro i ciprioti dell'APOEL.

L'Ajax non ha mai chiuso un girone di Champions League senza vincere almeno una partita, a differenza degli avversari che di partite non ne hanno mai vinte, da quando partecipano alla massima competizione europea per club.
In attacco pochi dubbi, perchè Milik viene fiancheggiato da Kishna, preferito al rientrante El Ghazi, e Lasse Schone. Anche tra difesa e centrocampo, i biancorossi non presentano nessuna novità: davanti a Cillessen, ci sono, da sinistra a destra, Viergever, Moisander, Veltman e Van Rhijn, alla sua diciottesima gara di Champions consecutiva. A centrocampo, Klaassen e Lucas Andersen sono coperti da Serero, in posizione più arretrata.

L'APOEL inizia molto basso, quasi a temere il possesso palla dell'Ajax, salvo cercare di pungere in contropiede. Gran parte del primo tempo scorre via tra gli sbadigli e l'incessante supporto dell'Amsterdam ArenA, che si anima solo in un paio di occasioni con gli squilli di Van Rhijn (al 5')e di Milik (al 25').
L'episodio che cambia la gara arriva a tempo praticamente scaduto. Una grande giocata di Schone sulla sinistra permette a Milik di controllare ed aggiustarsi il pallone al centro dell'area, prima di venire steso da Antoniades. L'arbitro concede il rigore e sul dischetto va Schone, che angola tantissimo il suo destro e sigla l'1 a 0 nonostante l'intuizione di Pardo.
Il primo tempo va via così, con l'Ajax in vantaggio e delle statistiche impressionanti. 92.3% dei passaggi andati a buon fine e possesso di palla che sfiora il 70%. Nella ripresa ancora Schone anima il pubblico di casa! Il danese propizia la conclusione di Milik ed è pronto a trovare il goal quando l'attaccante polacco gli restituisce il pallone. Schone, con la sua doppietta, diventa il quarto giocatore non olandese a segnare più di 4 goal in Champions con la maglia dell'Ajax e siede alle spalle di Litmanen (20), Kluivert (9) Ibrahimovic (6) nella classifica dei migliori marcatori ajacidi nella competizione. I padroni di casa, spinti dalla fiducia che nutrono in se stessi, regalano spettacolo e trovano ancora il goal al 53', quando Klaassen, di testa, trasforma in goal una bella azione sulla sinistra di Kishna. Per il talento numero 10 si tratta del quarto goal in altrettante partite! Lo stesso Klaassen, venti minuti dopo, rende a Milik l'assist del 4 a 0 con un comodo piatto destro che mette il polacco in condizione di battere ancora una volta Castro e di incrementare il proprio bottino. Con questo goal, infatti, l'attaccante di proprietà del Bayer Leverkusen arriva a 17 goal in 17 partite tra Eredivisie, Champions League e Coppa d'Olanda. Il resto della partita scorre tra la tranquillità generale, con qualche sussulto quando gli idoli dell'Amsterdam ArenA cercano la gloria personale. Con gli ingressi di Riedewald, El Ghazi e Zivkovic, che esordisce così in Champions League, si abbassa ulteriormente l'età media degli uomini in campo. In questa edizione, sono già 4 gli Under 20 scesi in campo tra le fila dell'Ajax. Solo l'Arsenal ha fatto meglio fino ad oggi.

Il risultato finale è netto e meritato. L'Ajax ora attenderà il sorteggio dei sedicesimi di Europa League, sperando di poter ben figurare alla ripresa delle competizioni europee. L'APOEL, certo, si è dimostrato poca cosa, ma se la squadra di Amsterdam dovesse giocare ogni partita con questa sicurezza, De Boer potrebbe finalmente raccogliere belle soddisfazioni anche in Europa.
Menzione di merito per Thulani Serero, che brilla sia da play basso che nel suo ruolo naturale, dove si sposta con l'ingresso di Riedewald, più adatto al gioco difensivo. Il sudafricano, nel corso del match, ha corso tantissimo e si è difeso a meraviglia nonostante la maggiore stazza dei centrocampisti avversari, svolgendo a meraviglia il ruolo di filtro in mediana.

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Tuesday, 9 December 2014

Ajax, ecco i convocati per la gara contro l'APOEL


L'infortunio di Sigthorsson nella gara contro il Willem II anticipa la convocazione in prima squadra di Richairo Zivkovic, gioiello che l'Ajax ha acquistato in estate dal Groningen ma che l'allenatore dei biancorossi ha preferito relegare allo Jong Ajax per "un anno di formazione". Nonostante i goal, che arrivano a ripetizione in Eerstedivisie, Zivkovic non era ancora stato reputato pronto per giocare in Eredivisie.
Tra le novità positive di quest'oggi, inoltre, c'è il ritorno tra i convocati di Anwar El Ghazi, che presumibilmente partirà dalla panchina, sostituito da Kishna.
L'Ajax, che domani affronterà all'Amsterdam ArenA il club di Nicosia per giocarsi il terzo posto ed il conseguente accesso in Europa League, oltre che del fattore campo potrà godere del punto di vantaggio sui ciprioti. Con alcuni uomini, tra i quali Milik, Andersen e Kishna, in particolare forma, Frank de Boer è fiducioso sul risultato finale della gara, che permetterebbe ai suoi ragazzi di raggiungere PSV e Feyenoord tra le 32 squadre che hanno avuto accesso al prossimo turno di Europa League.

Questi i convocati dell'Ajax per la sfida contro l'APOEL Nicosia.

Portieri: Cillessen e Boer
Difensori: Van Rhijn, Veltman, Moisander, Van der Hoorn, Denswil, Viergever, Bazoer
Centrocampisti: Klaassen, Andersen, Schöne, Serero, Riedewald
Attaccanti: Kishna, Milik, El Ghazi, Zivkovic, Menig

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Wednesday, 26 November 2014

A Parigi va di scena un Ajax timido e rinunciatario. Klaassen illude, Cavani ed Ibrahimovic chiudono la partita


Il passato contro il presente. Questo potrebbe essere un valido inizio di discorso relativo alla partita giocata ieri al Parco dei Principi di Parigi tra PSG ed Ajax. A conti fatti, l'Ajax si è presentato al cospetto del club allenato da Blanc per non sfigurare, ma il compito può dirsi riuscito solo a metà.
"Voglio vedere una squadra che non ha paura", ha dichiarato alla vigilia Frank de Boer, spingendo i suoi ragazzi (a proposito, con una media età di 22 anni e 306 giorni, l'Ajax ha schierato ieri la squadra più giovane in Champions League sin dal novembre 2004) a non farsi spaventare dalla classe e dalla fama dei giocatori del ricco club parigino, nel quale, tra l'altro, figurano ben tre ex: Ibrahimovic, Maxwell e Van der Wiel.
In campo non mancano le sorprese. Se i padroni di casa, pur con la qualificazione in tasca, si sono presentati con la squadra titolare, De Boer, già privo dello squalificato Veltman, risparmia Moisander ed El Ghazi, entrambi a rischio squalifica. La gara decisiva per gli ajacidi, infatti, sarà quella dell'ultimo turno, in vista della gara decisiva per la qualificazione in Europa League contro l'APOEL.
Così, in difesa dal primo minuto giocano Van der Hoorn e Denswil, che tutto sommato non sfigurano al cospetto del tridente stellare composto da Ibra, Cavani e Lavezzi.


La serata dell'Ajax si complica già dopo 10 minuti, quando Boilesen è costretto ad uscire in seguito ad una violenta entrata di Gregory van der Wiel. Una prima diagnosi parla di un interessamento ai legamenti del ginocchio, ma in settimana lo sfortunato difensore danese (già vittima di un brutto infortunio lo scorso anno) verrà sottoposto ad indagini più approfondite.
Nonostante l'avvio in salita, è l'Ajax a gestire il possesso del pallone per tutta la prima frazione di gioco. Nella fittissima trama che quasi tutta la squadra ha tessuto, però, non sono mancati i classici buchi. E se alla prima occasione Lavezzi si è fatto ipnotizzare da Cillessen, alla seconda l'ex attaccante del Napoli, imbeccato con un colpo di genio di Ibrahimovic, ha servito a Cavani la palla perfetta per segnare il goal del vantaggio. 1 a 0 per il PSG e spazzato con un colpo di spugna tutto lo sterile possesso dell'Ajax.

Nel secondo tempo gli ospiti olandesi, che non difettano di determinazione, riescono finalmente a pungere. A centrocampo Klaassen, Serero ed Andersen sono sempre in anticipo e, di concerto con gli esterni d'attacco e di difesa, riescono a schiacciare i parigini, apparsi leziosi e svogliati. 

Frutto di questa fase di predominio ajacide è il goal di Davy Klaassen, che in tuffo batte Sirigu, ponendo all'attenzione del pubblico il bel cross di Kishna, destinato ad essere il prossimo protagonista, a detta del suo manager Mino Raiola, del calciomercato.
Il goal del pareggio desta il Paris Saint Germain che, dopo aver rischiato di andare addirittura sotto, concedendo una punizione dal limite allo specialista Schone, torna nuovamente in vantaggio con Zlatan Ibrahimovic, autore di un goal di pura classe: controllo di petto e girata imprendibile per Cillessen.
Pur pagando lo scotto dell'inesperienza, l'Ajax ha, per oltre un ora di gioco, disputato una partita più che dignitosa, offrendo una prestazione corale tutto sommato positiva. I singoli giocatori, nel complesso, sono stati spesso oscurati dai più esperti rivali, ma il concetto di esperienza mostra tutta la sua relatività ad un quarto d'ora dal termine, quando il subentrato Zimling, che con i suoi ventinove anni era il giocatore dell'Ajax più esperto, concede, con un distratto retropassaggio, l'assist del 3 a 1 a Cavani, il quale deve solo saltare Cillessen e firmare la propria doppietta personale, facendo calare il sipario sulla gara.


Foto © ap
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Thursday, 6 November 2014

Champions League - Ajax fuori a testa alta. Due reti di Messi condannano i Lancieri all'eliminazione


Al termine della partita di ieri sera, la sensazione è che le cose sarebbero potute andare in maniera differente. Rammarico, quindi, per l'Ajax che esce sconfitto dal Barcellona nella sfida dell'Amsterdam ArenA, nella notte che consegna Lionel Messi alla storia della Champions League e che condanna, ancora una volta, l'Ajax alla prematura eliminazione.
Frank de Boer conferma per dieci undicesimi la formazione scesa in campo sabato contro il Dordrecht, con l'esclusione di Riedewald, sostituito dal recuperato Serero. Per il giovane classe 1996, però, non mancherà occasione di entrare in campo nel corso della ripresa, al momento dell'espulsione di Veltman che, di fatto, chiude la contesa tra le due squadre.

Quello a cui si assiste nella prima frazione di gioco è un match entusiasmante per i tifosi accorsi all'ArenA: l'Ajax, alla sua centesima partita in Champions League, si gioca la permanenza nella massima competizione europea contro i mostri sacri del Barcellona, mettendo i blaugrana in difficoltà per gran parte della prima frazione di gioco. 
Anche grazie al tifo dei propri supporters, l'Ajax costringe gli avversari a rintanarsi nella propria metà campo, rischiando di trovare il vantaggio in più di una occasione. L'arbitro, come al solito, non aiuta i padroni di casa, che con Andersen, Klaassen ed El Ghazi sono i più pericolosi tanto che, magia della Champions, a tratti i ruoli sembrano invertiti.
Di colpo, però, è Lionel Messi, un fulmine a ciel sereno, a far tornare tutti con i piedi per terra. Il ventisettenne argentino, alla ricerca del record di reti (conteso con Cristiano Ronaldo) di Raul, a pochi minuti dall'intervallo, insacca di testa la palla dello 0-1, sfruttando l'uscita a vuoto di Cillessen. 
Il goal della pulce vanifica quanto di buono fatto dall'Ajax, che aveva annichilito il tridente multimilionario composto dallo stesso Messi, insieme a Neymar ed al grande ex Luis Suarez.

L'uruguagio, che ha ricevuto una bella accoglienza dal pubblico di Amsterdam, ha nel corso della ripresa, il pallone che vale il match-point, ma si fa ipnotizzare da Cillessen, bravo a riscattarsi deviando il pallone con il piede.
L'occasione precede quella di Milik, subentrato a Sigthòrsson, che in tuffo, su preciso invito dalla destra di Serero, coglie il palo alla sinistra di un ter Stegen battuto. E' il canto del cigno dell'Ajax, che nel giro di pochi minuti perde Veltman, espulso per doppia ammonizione, e subisce il secondo goal di Messi, che agguanta Raùl Gonzalez Blanco a quota 71 goal in Champions League.

Il resto della partita non regala più emozioni. L'Ajax, consapevole della propria eliminazione, non riesce più ad impensierire l'avversario ed attende il triplice fischio di Proença, prima di uscire tra gli applausi del pubblico e del proprio allenatore, Frank de Boer, soddisfatto di quanto fatto vedere dai propri ragazzi, specie nel primo tempo. 
Con ancora due gare da giocare, l'Ajax ora dovrà contendere all'APOEL la qualificazione all'Europa League, gestendo al meglio il punto di vantaggio in classifica. 

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Wednesday, 22 October 2014

Messi e Neymar affondano l'Ajax. Di Anwar El Ghazi l'unico goal biancorosso nel 3 a 1 finale


In una giornata storica per la Champions League, visto che mai si era segnato tanto in una sola tranche di incontri, l'Ajax al Camp Nou rischia l'imbarcata ma esce, dal tempio blaugrana, con un risultato non troppo pesante.
Il 3 a 1 finale, infatti, è netto e conferma quanto mai si era messo in dubbio: tra le due squadre scese in campo ieri sera, di fatto, c'è un abisso. "Il Barcellona è una squadra composta da tanti campioni, mentre noi siamo una squadra composta da futuri campioni". Frank de Boer ha sintetizzato il concetto così, e nulla gli si può controbattere.


Ajax e Barcellona hanno una storia che si intreccia. Non è un mistero che i blaugrana si siano ispirati, nella loro filosofia (che oggi rappresenta l'essenza del club) al grande Ajax, ma oggi appare chiaro che l'allievo ha superato il maestro. Presentarsi al cospetto di Lionel Messi e compagni non è mai facile, ma lo è ancor di meno quando la media età della formazione iniziale è di 24 anni (destinata ad abbassarsi a 22,7 con gli ingressi di El Ghazi, Riedewald e Milik) e l'uomo con più esperienza si chiama Zimling, che in campionato non è neanche titolare.

Frank de Boer, per la serata di gala al Camp Nou, ha leggermente modificato il 4-3-3 d'ordinanza, schierando i suoi ragazzi con uno schema più simile ad un 4-4-2, con Kishna al fianco di Sigthòrsson e Schone qualche metro più indietro, a dar man forte ai compagni di squadra, nel tentativo (vano) di creare una doppia cerniera per limitare le iniziative dei padroni di casa.
Il centrocampo è stato il reparto che, sin dai primi minuti, più ha sofferto la magnificenza del Barça. In campionato, chi segue l'Ajax ha spesso notato una certa fragilità difensiva, resa, ieri sera, ancora più evidente dallo scarso filtro che la linea mediana ha operato.

Messi, Rakitic, Pedro e Neymar hanno avuto vita fin troppo facile contro i rispettivi avversari, e se il risultato alla mezz'ora era solo sul 2 a 0, grazie alle reti di Neymar e Messi, gli ajacied devono ritenersi fortunati.

Ma se difensivamente l'Ajax è stato totalmente alla mercè degli avversari, per quanto riguarda la fase offensiva i biancorossi sono stati impalpabili per gran parte della partita. Le statistiche parlano di soli 3 tiri (da fuori area) e 2 calci d'angolo nel primo tempo, con Sigthòrsson apparso avulso dal gioco, mentre Kishna è stato oscurato da Piquè e Dani Alves.
Un raggio di luce si è avuto nel secondo tempo, anche grazie all'abbassarsi dei ritmi ed ai cambi operati da De Boer, che ha inserito El Ghazi per Sigthòrsson, Milik per Kishna e Riedewald, in campo per la seconda volta dopo aver esordito contro i dilettanti dello JOS Watergraafsmeer, per il pessimo Zimling. 

I nuovi entrati, infatti, hanno propiziato la rete che ha accorciato momentaneamente le distanze: palla in profondità di Riedewald per Milik, la cui conclusione è stata ribattuta da Ter Stegen, che nulla ha potuto sul tap-in di El Ghazi. 
L'attaccante diciannovenne è stato tra i più propositivi della partita, nonostante i pochi minuti a disposizione. Prima del goal ha servito un bell'assist a Klaassen, mentre pochi minuti dopo ha sfiorato il raddoppio, vedendosi stoppare la palla in extremis da Jordi Alba, abilissimo nel recupero del pallone.

Per la cronaca, proprio quando l'Ajax sembrava crederci di più, il Barcellona ha segnato la rete del 3 a 1 con Sandro, quasi a voler rimettere a posto i ragazzini dell'Ajax, ora sempre più lontano dalla qualificazione al prossimo turno.

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Wednesday, 1 October 2014

Champions League - L'Ajax spreca a Cipro e rimedia solo un pareggio contro l'Apoel


Era la gara da vincere, quella disputata ieri sera al GSP Stadium, se si voleva sperare in una, certo, improbabile qualificazione. 
Dopo il buon pareggio ottenuto contro i milionari parigini e rinfrancati dalle tre vittorie consecutive nel klassieker, in coppa d'Olanda e contro il NAC Breda, utili per spazzare via le nubi addensatesi dopo le mediocri prestazioni di inizio anno, gli ajacidi di Frank de Boer partono, nella gara contro l'APOEL, da favoriti nonostante giochino fuori casa.
L'allenatore biancorosso fa fuori El Ghazi (colpa del battibecco con Sigthòrsson in occasione della gara contro il NAC?) e ripropone l'acciaccato Schone, troppo importante per garantire un collante tra centrocampo ed attacco. Confermato, ancora una volta, Lucas Andersen, che insieme al sopracitato connazionale danese ed a Klaassen va a comporre un tridente in appoggio all'unica punta. 
Il biondo centrocampista offensivo olandese risulta essere il più in palla sin dai primi minuti. Dai suoi piedi, infatti, partono tutte le occasioni più ghiotte per l'Ajax, che sfiora il vantaggio in più di una occasione nel primo quarto d'ora. Il risultato si sbloccherà poco dopo, quando una bella iniziativa di Andersen, defilato sulla sinistra, si conclude con un furbo tocco in profondità per Schone. Utile, nell'occasione, il movimento ad uscire di Sigthòrsson, che porta via un difensore centrale e permette all'ex NEC di incunearsi nella difesa cipriota e di tentare il tiro con la punta del piede destro. Sulla ribattuta del portiere, il pallone arriva ad Andersen, che ribadisce in rete, firmando un meritatissimo 1 a 0. 

Pochi minuti dopo il vantaggio, però, l'Ajax paga una nuova (l'ennesima) decisione dubbia di un arbitro durante le competizioni europee: con la difesa olandese scoperta, l'APOEL prova ad affondare sulla sinistra e, in occasione di un rimpallo in area di rigore, Ricardo van Rhijn viene sanzionato per un tocco di mano da punire con il calcio di rigore. Decisione "fantasiosa" dell'arbitro Mazic, coadiuvato dal collaboratore di linea altrettanto sicuro del fallo del terzino olandese per quanto posizionato in maniera tale da non poter valutare al meglio l'azione incriminata. Dal dischetto, Manduca spiazza Cillessen ed appiana il risultato, annullando tutti gli sforzi compiuti dall'Ajax fino ad allora e restituendo fiducia alla squadra di casa, decisamente più in palla per tutto il resto del primo tempo.

Nella ripresa l'Ajax torna a proporsi in avanti con insistenza, ma paga la scarsa vena dell'islandese Sigthòrsson, impreciso in tutte le sue conclusioni. Il brivido più grande è quello provato dalla compagine olandese, che rischia di perdere Cillessen quando Mazic fischia un fallo del portiere, commesso fuori area, su Sheridan. L'estremo difensore oranje si vede sventolare davanti solo il giallo, tirando un sospiro di sollievo al pari di tutti i tifosi ajacidi.
Il doppio cambio, nel quarto d'ora finale, che consente ai giovani Kishna ed El Ghazi di aumentare il ritmo per l'assalto finale, non sortisce alcun effetto, perchè ancora una volta Sigthòrsson (che avrebbe avuto la chance di bissare la sua tripletta dopo quella segnata al Rat Verlegh Stadion contro il NAC, se non avesse sbagliato tutto davanti al portiere) fallisce le occasioni da rete avute.


L'attaccante islandese rischia di diventare un vero e proprio problema per l'Ajax. Generoso e bravo a regalare profondità ai compagni, risulta troppo spesso quasi inconsistente sotto porta e non può rappresentare un terminale offensivo di una squadra, come l'Ajax, propensa al gioco d'attacco. Viene da chiedersi, allora, se in un vivaio florido e rinomato come quello ajacide non esista qualcuno destinato a segnare valanghe di goal e, in caso di risposta negativa, a chi sia da imputare questa mancanza. La tendenza, negli ultimi anni, è stata quella di far esordire buoni prospetti che sanno impostare il gioco sin dalla retroguardia e trequartisti o ali, ma i centravanti puri sembrano, da qualche anno a questa parte, latitare al Toekomst, il centro di sviluppo giovanile dell'Ajax.


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Thursday, 18 September 2014

L'Ajax pareggia all'esordio in Champions contro il PSG milionario. Schone, su punizione, risponde a Cavani


Guadagna un punto insperato, alla sua prima in Champions League quest'anno, l'Ajax di Frank de Boer, che regge e limita i danni durante la prima ora di gioco prima di pareggiare e rischiare di vincere una gara che il PSG ha gettato via per colpa di tanta imprecisione ed un pizzico di superbia.
All'Amsterdam ArenA, gremita come al solito in queste occasioni, i parigini di Blanc cercano immediatamente di fare loro la partita, cercando di far valere il tasso tecnico superiore e, soprattutto, i tanti milioni di euro investiti negli ultimi anni a fronte delle operazioni low-cost di Overmars, direttore sportivo dei padroni di casa.

Frank de Boer cerca di affidarsi all'esperienza, lasciando in panchina il giovane El Ghazi e Milik, autore di una doppietta nell'ultimo turno di campionato. Al loro posto, dal primo minuto, ci sono Lucas Andersen e Sigthòrsson, a comporre il tridente offensivo insieme a Lasse Schone.

La gara, almeno nella prima frazione, risulta piuttosto bloccata e, se non fosse per un grave errore di Boilesen, che sbaglia un facile disimpegno, si potrebbe andare al riposo a reti inviolate.
Il giovane terzino danese, però, la combina grossa, agevolando Lucas che cerca e trova, al centro dell'area, Zlatan Ibrahimovic, ex di lusso della partita (insieme a Maxwell e van der Wiel). Lo svedese spara a colpo sicuro ma Veltman gli nega la gioia del goal con un intervento in spaccata in extremis. Sulla ribattuta, poi, arriva Edinson Cavani, che trova facilmente la rete dell'1 a 0.


La ripresa inizia con un cambio tra le fila dell'Ajax: fuori Viergever, schierato in mediana, e dentro al suo posto il nuovo arrivato Zimling, chiamato a svolgere il ruolo di filtro a centrocampo meglio del compagno di squadra. Il PSG attacca con decisione e sfiora a più riprese il raddoppio con Ibrahimovic e Lucas.
Ancora una volta, però, il vecchio detto "goal sbagliato, goal subito" si rivela veritiero e beffardo per i parigini, che pagano una indecisione di Sirigu su calcio da fermo dell'oramai sempre più decisivo Lasse Schone. Dalla lunetta, il destro del centrocampista danese è, si, velenoso, ma è macroscopico l'errore dell'estremo difensore italiano in occasione dell'1 a 1 che fa esplodere l'Amsterdam ArenA.
Proprio Schone, pochi minuti dopo, sfiora il colpo grosso con un nuovo calcio da fermo: diversa la modalità di esecuzione (calcio potente) e diverso il palo (stavolta il destro) e, purtroppo per noi tifosi, diverso l'esito, visto che un tocco di Sirigu devia il pallone contro il palo, lasciandoci pieni di rimpianti.

Il risultato, in fin dei conti, può confortare l'animo degli ajacidi. Se i due impegni contro l'APOEL dovessero essere affrontati con la giusta caparbietà, si potrebbero prospettare anche 7 punti al termine della fase a gironi. E se il Barcellona, come nella scorsa edizione di Champions League, dovesse concedere qualcosa in virtù di un vecchio legame di "amicizia", nulla sarebbe scontato.


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Friday, 29 August 2014

Champions ed Europa League, ecco le avversarie di Ajax, PSV e Feyenoord: gruppi non facili per le tre olandesi.


Come oramai da tradizione, dopo il turno dei play-off di Champions ed Europa League, si sono svolti al Grimaldi Forum di Montecarlo i sorteggi per la fase a gironi delle due massime competizioni europee. 

Gruppo a dir poco proibitivo per l'Ajax in Champions League (gruppo F), dove si troverà di fronte i campioni di Francia del Paris Saint-Germain, la corazzata spagnola del Barcellona e la squadra cipriota dell'APOEL Nicosia, unico club alla reale portata dei Lancieri. La squadra di de Boer dovrà capitalizzare al massimo le gare contro i gialloblù di Nicosia e i match fra le mura amiche dell'Amsterdam ArenA, ma sarà ugualmente dura non salutare subito la competizione.


Sorteggio non facile anche per le due squadre sopravvissute ai play-off di Europa League, con il PSV Eindhoven (gruppo E) che si giocherà la qualificazione alla fase successiva con i greci del Panathinaikos, i portoghesi dell'Estoril Praia e i russi della Dinamo Mosca, mentre è andata decisamente peggio al Feyenoord (gruppo G), con i Rotterdammers che affronteranno i campioni in carica del Siviglia, i belgi dello Standard Liegi e i croati dello Rijeka.


(Fonte foto: http://www.uefa.com)

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Thursday, 7 August 2014

Il Feyenoord saluta la Champions League. Demba Ba sale in cattedra per i turchi

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La compagine di Fred Rutten deve rimontare il pesante risultato dell'andata rimediato al De Kuip. La sconfitta del 2 a 1 complica le cose per i Rotterdamers e la trasferta ad Instanbul non è affatto agevole. Il Besiktas di Slaven Bilìc è tutt'altro che una compagine di fascia bassa, anzi il Feyenoord è stato piuttosto sfortunato a pescare questo blasonato avversario. Il mercato in uscita non ha facilitato il compito dello "sfortunato" Rutten. Il primo tempo non è quello dei più memorabili e la prima fiammata si ha al 28', minuto del vantaggio casalingo. Van Beek è disastroso e si lascia sfuggire Pektemek, il centravanti turco serve Demba Ba e per l'ex Chelsea è troppo facile insaccare in rete per il Besiktas allo stadio BJK İnönü. La qualificazione per i Rotterdamers è una luce fioca in fondo ad un tunnel che si protrae all'infinito. Il primo termina così Besiktas 1 - 0 Feyenoord. 

La ripresa stravolge il canovaccio tattico che si era mostrato nella prima frazione di gioco: il Feyenoord si getta in avanti. Gli sforzi vengono ripagati al 74' quando Elvis Manu, gioiellino degli olandesi, con un'azione da cineteca sigla il pareggio dei Rotterdamers. La questione qualificazione però si richiude nel giro di dieci minuti: al 80' Demba Ba segna con un tocco sottomisura. Mathijsen terribile a lasciarsi scappare Sahan, che serve al senegalese un cioccolatino da scartare. La tripletta per l'ex Chelsea non tarda ad arrivare ed a cinque minuti dal termine fulmina per la terza volta Mulder, portandosi a casa il pallone. Il risultato è bugiardo, ma il Feyenoord leva ugualmente le tende dalla Champions League e complessivamente nella doppia sfida i turchi hanno legittimato il passaggio del turno. Il risultato finale sarà Besiktas 3 - 1 Feyenoord. 

(Fonte foto: http://www.medyafaresi.com/)

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Thursday, 31 July 2014

Feyenoord sconfitto in casa dal Besiktas. Clasie e Schaken protestano con la dirigenza


E' il Feyenoord che ti aspetti, quello che si presenta davanti al pubblico, come al solito encomiabile, del De Kuip. Senza troppe alternative, Rutten deve inventarsi Schaken terzino destro, lasciando Boulahrouz inizialmente in panchina. In avanti, oltre all'intoccabile Boetius, giocano Verhoek (dato per partente) e Te Vrede nel ruolo di centravanti, col duro compito di non far rimpiangere Graziano Pellè.
Il Besiktas di Bilic, che a ragione parte coi favori del pronostico, parte senza Demba Ba, arrivato poche settimane fa dal Chelsea. Al suo posto c'è Ozyakup, vecchia conoscenza del calcio olandese, essendo cresciuto nelle giovanili dell'AZ Alkmaar prima di emigrare in Inghilterra, alla corte di Wenger all'Arsenal.

I padroni di casa provano a fare la partita, sfruttando soprattutto gli esterni d'attacco. La squadra di Rotterdam sembra giocare sulla falsariga dello scorso anno, quando non c'era una vera e propria manovra ma si giocava più in funzione del proprio attaccante di riferimento. Te Vrede, con tutto il rispetto, non è Pellè e si vede, perchè nonostante le buone sortite offensive, il numero 19 non riesce ad impensierire l'estremo difensore avversario.
Spingendosi in avanti, il Feyenoord scopre troppo il proprio punto debole, vale a dire la difesa, guidata da un Mathijsen sempre più lento e, forse, inadeguato al ruolo di titolare. Lo stesso esperto difensore si lascia sfuggire, dopo un quarto d'ora, Pektemek, che sugli sviluppi di un calcio d'angolo è libero di battere Mulder con un secco colpo di testa.
Duro reality check per i Rotterdammers, che rischiano la propria pelle come un animale ferito in balia di un leone. Il Besiktas è ordinato ma, al contempo, aggressivo e prende le redini del gioco, rischiando pochissimo nell'arco di tutto il primo tempo.

Nella ripresa, nonostante gli ingressi di Boulahrouz e Demba Ba, le cose non cambiano. Il Besiktas continua a scuotere i padroni di casa e passa nuovamente: Karim Frei fugge sulla destra, dopo un brutto errore in impostazione di Mathijsen, e scocca un tiro di destro che, complice una netta deviazione di Boulahrouz, lascia impietrito Mulder, che può solo guardare il pallone insaccarsi alla propria sinistra.
L'arbitro, l'italiano Banti, assegna 5 minuti di recupero ed è proprio in zona Cesarini che il Feyenoord agguanta il goal che può significare una timida speranza. Manu sfugge al proprio marcatore sulla destra, venendo abbattuto in area di rigore. Sul dischetto si presenta Te Vrede, che calcia in maniera precisa, fissando il risultato sul 2 a 1 finale.
La gara di ritorno, prevista per la settimana prossima, rappresenterà un impegno probante per il Feyenoord, in attesa di veri rinforzi dopo la campagna di smantellamento voluta dalla dirigenza per ripianare i debiti.
Durissime le parole, a fine gara, di Jordy Clasie e Ruben Schaken, nei confronti della dirigenza. Il capitano, reduce da una sola settimana di vacanze dopo il Mondiale, si è lamentato per il poco tempestivo intervento sul mercato: "Sapevamo tutti che in tanti sarebbero partiti. Perchè non cercare di rinforzare prima la squadra?". Per lui, ora, si aprono scenari di mercato inattesi fino a qualche settimana fa. "Ho voglia di giocare a livelli più alti, specie dopo aver partecipato alla spedizione in Brasile con la nazionale", ha dichiarato il centrocampista, che piace, e non poco, sia in Italia (Napoli, Milan e Fiorentina), che in Inghilterra ed in Germania.


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Tuesday, 29 July 2014

Focus sul Besiktas, prossimo avversario del Feyenoord in Champions League

Come di consueto, con l'approssimarsi delle sfide europee, abbiamo contattato chi, al meglio, potesse presentarci l'avversario di turno delle squadre olandesi.
Sulla strada del Feyenoord, nei preliminari di Champions League, c'è questa volta il Besiktas, ostica compagine turca che ci viene presentata da Bruno Bottaro, di calcioturco.com
Il Besiktas non è soltanto una squadra di calcio. Fondato in Turchia nel 1903, come diversi club del luogo può vantare la presenza di molti sport. Eppure, è inevitabile che la storia del Besiktas Jimnastik Kulubu sia legata a doppio filo alla sezione calcistica del club, senza dubbio la più famosa: quella che affronterà il Feyenoord e cercherà di arrivare almeno ai preliminari di Champions. 13 titoli in Turchia, ancora zero a livello europeo. Eppure, il progetto BJK sta nascendo sottotraccia e regalerà molte soddisfazioni ai supporter bianconeri nei prossimi anni.

Il futuro è dalla parte delle "Aquile Nere": solidità finanziaria con controllo di entrate e uscite, un nuovo moderno stadio in una location meravigliosa sul Bosforo (già bloccato lo sponsor, da qui il nome Vodafone Arena) da 40mila posti che verrà terminato entro la stagione 2014/2015. Il presente, però, è a luci ed ombre. I bianconeri di Istanbul per questa stagione si accontentano dello Stadio Olimpico, dove si giocherà Besiktas-Feyenoord: detestato dai tifosi perchè scomodo da raggiungere, con gli spalti lontani dal terreno di gioco. Lo Stadio Olimpico di Istanbul, curiosamente costruito nonostante le Olimpiadi non si siano mai disputate nella città turca, è famoso per noi italiani a causa della débacle clamorosa del Milan, che in finale di Champions League si fece rimontare 3 gol di vantaggio dal Liverpool.

Lo stadio Olimpico non rappresenterà uno scoglio imbattibile per il Feyenoord. Tuttavia, andare in trasferta a Istanbul significa comunque affrontare il gruppo ultrà dei çArsi, vero cuore pulsante della tifoseria del Besiktas. Di stampo anarchico, i çArsi non sono soltanto un gruppo di fanatici che usano il calcio per imporre la propria linea politica; tutt'altro, si sono distinti per notevoli iniziative sociali. E all'Olimpico faranno sentire la loro voce, senza alcun dubbio.

Sul campo, l'allenatore Slaven Bilic schiera il Besiktas con un 4-2-3-1 raramente soggetto a variazioni. La formazione che affronterà il Feyenoord dovrebbe essere: Tolga Zengin; Serdar Kurtulus, Pedro Franco, Ersan Gulum (Sivok), Ramòn Motta; Veli Kavlak, Hutchinson; Oguzhan Ozyakup, Olcay Sahan, Kerim Frei (Cenk Tosun); Demba Ba.
Su tutti spicca la stella Demba Ba, recente acquisto delle "Aquile Nere" (nella foto in alto). L'attaccante arriva dal Chelsea e sarà il pericolo numero 1 per la difesa del Feyenoord: si tratta proprio del giocatore che ha portato Mourinho in semifinale di Champions la scorsa stagione, con un gol last-minute al PSG. Da tenere d'occhio anche il volenteroso Cenk Tosun, così come l'ottimo trequartista Olcay Sahan. Merita una menzione a parte il talento turco/olandese Oguzhan Ozyakup. Per quest'ultimo, cresciuto nell'accademia dell'AZ Alkmaar, il match contro il Feyenoord sarà quasi un ritorno a casa...

Tra pericoli e insidie, il Besiktas è un club che non va sottovalutato. Anche se il Feyenoord può sempre puntare sui tradizionali punti deboli della squadra turca: ad esempio la mancanza di solidità difensiva, su cui Bilic sta lavorando da diversi mesi. Per il resto, il match rappresenta un'incognita: il Besiktas manca da troppo tempo dall'Europa, l'impatto con la Champions potrebbe favorire leggermente un Feyenoord più abituato a questi scenari, reduce dall'eliminazione estiva contro il Kuban la scorsa stagione. Ora gli olandesi sono pronti al riscatto, mentre il Besiktas vuole stupire: gli ingredienti per un'ottima partita ci sono tutti. Sembrerebbe molto più che un terzo turno di play-off Champions...

Bruno Bottaro (twitter @br1bottaro / @CalcioTurcoITA)


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Wednesday, 7 May 2014

Björn Kuipers arbitrerà la finale di Champions League tra Real e Atletico Madrid


L'olandese Björn Kuipers è stato designato dall'UEFA per dirigere la finale di Champions League tra Real e Atletico Madrid, che si disputerà all'Estádio da Luz di Lisbona sabato 24 maggio 2014 alle ore 20:45. Il fischietto 41enne ha arbitrato finora 68 partite nelle competizioni europee per club, tra le quali tre in questa edizione della Champions League (Manchester City-Bayern Monaco 1-3, Borussia Dortmund-Arsenal 0-1 e Manchester United-Olympiakos 3-0) e altrettante in quella di Europa League (Dynamo Kiev-Rapid Vienna 3-1, Eintracht Francoforte 3-3 e Juventus-Fiorentina 1-1). 

Kuipers diventa, così, il quarto arbitro olandese a dirigere una finale della Coppa dei Campioni-Champions League, dopo Leo Horn (Real Madrid-Fiorentina 2-0 nel 1957 a Madrid e Benfica-Real Madrid 5-3 nel 1962 ad Amsterdam), Charles Corver (Liverpool-Club Bruges 1-0 nel 1978 a Londra) e Dick Jol (Bayern Monaco-Valencia 5-4 d.c.r. nel 2001 a Milano).

Gli assistenti designati per la finale di Lisbona saranno Sander van Roekel e Erwin Zeinstra, entrambi olandesi (gli stessi che accompagneranno Kuipers al Mondiale in Brasile), mentre il quarto uomo sarà il turco Cüneyt Çakır. Completano la squadra arbitrale i due assistenti addizionali, ovvero i connazionali Pol van BoekelRichard Liesveld, e l'assistente arbitrale di riserva, l'olandese Angelo Boonman.

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