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Monday, 20 April 2015

SPECIALE CALCIO OLANDESE BLOG - L'origine della rivalità tra Feyenoord ed Ajax


A metà degli anni ’50, con l’avvento del semiprofessionismo, i vari campionati subirono una vera e propria rivoluzione. Venne istituita una lega unificata chiamata Eredivisie. Al di sotto della “Divisione d’Onore” furono originariamente costituiti due livelli di calcio semiprofessionistico: la Eerste divisie (letteralmente Prima Divisione) e la Tweede divisie (letteralmente Seconda Divisione). 

Fino a quel momento l’Ajax Amsterdam aveva conquistato per 8 volte il titolo di Campione d’Olanda mentre il Feyenoord era riuscito a trionfare in sole 5 occasioni. Tra le due squadre non c’era ancora quella rivalità che oggi rende questa sfida, denominata “Klassieker”, una delle partite più intense e più combattute a livello europeo. 
Dove affondano le radici di questa accesissima rivalità che ha portato spesso ad incidenti tra tifosi e costretto i borgomastri delle due città a chiudere le curve avversarie per evitare incidenti, in alcuni casi anche mortali? La principale causa scatenante il dualismo tra Amsterdam e Rotterdam, almeno dal punto di vista calcistico, è stata la nazionale olandese. 

Stranamente, la squadra che avrebbe dovuto unire i giocatori ed i tifosi delle due squadre, si rivelò essere “l’origine del male”, la causa scatenante di una rivalità infinita. 
È vero, si tratta di due città profondamente diverse sebbene si trovino a qualche decina di chilometri l’una dall’altra. Rotterdam era sempre stata la città economicamente più forte, grazie al proprio porto che in poco tempo era diventato il principale scalo d’Europa. Amsterdam, dal canto suo, era sempre stata una città di divertimenti, il luogo della trasgressione e la città simbolo per eccellenza di quel liberismo ancora lontano dal contagiare l’intera Europa. 

Eravamo nella primavera del 1962. L’Ajax aveva vinto la prima edizione della Eredivisie, nel 1957, e si era ripetuta nel 1960, sopravanzando proprio il Feyenoord di soli 3 punti, anche se, nell’ultimo turno di campionato, i Rotterdammers avevano sconfitto i lancieri per 3–0. Nella stagione seguente erano stati i biancorossi di Rotterdam a trionfare. Al De Kuip era finita 9–5 per il Feyenoord, con una quaterna di Schouten. Anche nel match di ritorno trionfò il sodalizio di Rotterdam Sud, veleggiando così verso il titolo di campione d’Olanda. 

Proprio il 1962 fu un anno nero per la nazionale. Lo zoccolo duro della squadra olandese era composto da sette giocatori del Feyenoord Rotterdam (Eddy Pieters Graafland, Hans Kraij, Cor Veldhoen, Reinier Kreijermaat, Rinus Bennaars, Cor van der Gijp e Coen Moulijn) e da cinque dell’Ajax Amsterdam (Tonny Pronk, Bennie Muller, Co Prins, Henk Groot e Sjaak Swart). Quattro mesi dopo la pesante sconfitta interna con il Belgio (0–4), le due fazioni iniziarono una lotta interna alla nazionale che culminò con il rifiuto dei giocatori del Feyenoord di rispondere alle convocazioni della nazionale. 

Tutto nacque dai tragici eventi che caratterizzarono la tradizionale sfida amichevole tra la nazionale olandese e la “London Combination”, vale a dire la selezione dei migliori calciatori delle squadre londinesi quali il Tottenham Hotspurs, l’Arsenal, il Chelsea, il West Ham ed il Queens Park Rangers. In questa gara, disputata all’Olympisch Stadion di Amsterdam, gli inglesi si presentarono con una formazione giovanile che, ad ogni buon conto, era molto più forte dell’Olanda. Sul punteggio di 0–2 i tifosi olandesi iniziarono ad inneggiare ad Abe Lenstra, il grande attaccante frisone che ormai si era ritirano dalla scena calcistica. Fin qui nulla di male, ma poi dai cori pro Lenstra si passò alle offese nei confronti dei giocatori del Feyenoord. In particolare fu preso di mira il suo calciatore più rappresentativo, Coen Moulijn, che, in uno stadio semi deserto, riuscì a comprendere così bene gli insulti da infastidirlo a tal punto che iniziò a sbagliare anche le cose più semplici. 

Terminata la gara ci pensò Co Prins, centrocampista dell’Ajax, ad alimentare le polemiche. “Oggi abbiamo giocato in dieci”. Fu questa frase ad incendiare ulteriormente la già surriscaldata atmosfera. I giocatori del Feyenoord si riunirono e decisero, all’unanimità, di non giocare più con la nazionale e di dedicarsi solo al proprio club. Forse alla base di questa decisione c’era anche la difficoltà che il Feyenoord stava attraversando in campionato. Infatti, dopo il pareggio contro Il Volendam, era arrivata la sconfitta con l’Ajax e poi, un altro mezzo passo falso contro il Willem II Tilburg. Il presidente del club, Cor Kieboom, provò a far cambiare idea ai suoi, ma fu tutto inutile. Pertanto, dopo aver rifiutato di giocare contro il Belgio, l’amichevole del 1 aprile 1962, la KNVB intervenne sospendendo per un anno dalla nazionale i calciatori del Feyenoord, che fecero ritorno solo nel marzo del 1963, per affrontare ancora una volta il Belgio al Feyenoord Stadion. C

omplessivamente la nazionale olandese disputò 7 incontri senza i calciatori del Feyenoord, vincendone 3 e perdendone 4. Il 3 marzo 1963 la frattura si ricompose, ma ormai le micce erano state accese e, a distanza di oltre 50 anni, sono ben lungi dall’essersi spente.

Sunday, 8 March 2015

I 10 momenti più memorabili delle sfide tra Feyenoord ed Ajax

Le partite tra Ajax e Feyenoord sono sicuramente le più sentite in Olanda. Si tratta di una sfida emozionante, spesso nervosa e che raramente termina senza regalare emozioni ai suoi spettatori.
La classica, o meglio de klassieker, ha regalato negli ultimi anni alcuni momenti memorabili, vediamo quali!

10

E' il minuto 92' e l'Ajax conduce per 2 a 0 contro gli acerrimi rivali. Tra i canti dei tifosi dell'ArenA, il giovane Lukoki si inventa questo giochetto per umiliare De Cler.
Il Klassieker è anche questo...



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Segnare al debutto è bello. Farlo contro l'Ajax, davanti al proprio pubblico è il massimo. Ecco il goal di Jean Paul Boetius, segnato al De Kuip l'anno scorso.



8

Da quando hanno ucciso il klassieker, l'atmosfera negli stadi di Ajax e Feyenoord non è più la stessa. In occasione della gara di andata di quest'anno, però, c'è chi ha deciso di filmare tutto ciò che i tifosi più sfegatati fanno prima della partita. Buona visione!



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Una stagione da titolare all'Ajax, poi il contestatissimo trasferimento al Feyenoord, il primo sin dal 1992!
Per Angelos Charisteas, fischiato costantemente dal pubblico dell'Amsterdam ArenA, segnare un goal alla sua ex squadra non è stato assolutamente un problema, anche se si è trattato del goal della bandiera nel 4 a 1 finale.



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Se non si è trattato di umiliazione, poco ci manca. Il 5 a 1 rifilato dall'Ajax al Feyenoord l'1 novembre 2009 è di quelli che si ricorderanno a lungo. Due espulsi e cinque reti incassate (doppietta di De Zeeuw, Emanuelson, Van der Wiel e Suarez) sono il più chiaro indice dei più di 20 punti che a fine campionato separeranno le due squadre.



5

La vicenda della battaglia di Beverwijk resterà, purtroppo, per sempre legata al Klassieker. Durante i tremendi scontri tra i gruppi hooligan F-Side e SCF, un ragazzo, Carlo Picornie, perde la vita, colpito a morte da alcuni coetanei.
E' il 23 marzo 1997 e nulla sarà più lo stesso.




4

Semifinale di Coppa d'Olanda del 2003. Partita tesa e che non riesce a sbloccarsi, visto che nessuna delle due squadre vuole cedere il passo. L'eroe di giornata si chiama Paul Bosvelt, l'uomo più inatteso, che fa esplodere il De Kuip, regalando la finale alla propria squadra grazie ad una eccezionale incursione solitaria.




3

La tripletta con cui John Guidetti, diventato una leggenda tra i tifosi del Feyenoord in un solo anno di permanenza a Rotterdam, ha deciso il Klassieker del 2012 è senza dubbio uno dei momenti più avvincenti della recente storia del super-match olandese.




2

Da Guidetti a Pellè. La rete con cui il centravanti salentino rovina la festa all'Ajax è da cineteca: controllo spalle alla porta e girata mortifera a battere Vermeer.


1

La palma di goal più bello, però, va assegnata ad un giocatore dell'Ajax: Rafael Van der Vaart, nel klassieker del 2003, trasforma in rete un assist del compagno Mitea con il tacco al volo, mandando in estasi il proprio pubblico.




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Thursday, 5 February 2015

SPECIALE CALCIO OLANDESE BLOG - I grandi cannonieri della storia dell'Eredivisie



Sicuramente il nome di Willy van der Kuylen è conosciuto solo dai più attenti, ma è il bomber più prolifico nella storia del calcio olandese. Nasce il 6 dicembre 1946 e, già da giovanissimo, entra nelle file del PSV Eindhoven debuttando in prima squadra a nemmeno diciotto anni, dopo una stagione di apprendistato nel MVV Maastricht. “Mister PSV Eindhoven”, così era soprannominato, si rivela subito un implacabile cannoniere e nella stagione 1965–66, a soli 19 anni, vince la classifica dei marcatori con 23 reti. Si ripeterà ancora nel 1969–70 realizzando 26 reti e nel 1973–74 con 27 centri.
Per Willy van der Kuylen, al termine della carriera, il tabellino dirà 311 reti in campionato, 57 in Coppa d’Olanda, 29 nelle Coppe Europee e 309 in amichevole. Un rendimento sicuramente straordinario che purtroppo non gli ha permesso di avere un feeling altrettanto positivo con la maglia della nazionale, con la quale vanta 22 presenze e 7 goal, nessuna in gare che effettivamente contavano (leggi Mondiali 1974 e 1978), soprattutto a causa della eccezionale concorrenza rappresentata dai fuoriclasse di Feyenoord Rotterdam ed Ajax Amsterdam.


È proprio da Amsterdam che arriva il grande rivale di Willy van der Kuylen nella corsa al titolo di capocannoniere, quel Gertrudus “Ruud” Geels che nel 1974 passa dal Go Ahead Eagles Deventer all’Ajax Amsterdam. La sfortuna di Ruud Geels è stata quella di essere approdato all’Ajax Amsterdam soltanto nell’estate del 1974, quando il primo glorioso ciclo del club di Amsterdam si stava esaurendo. Avesse avuto la possibilità di giocare al fianco di Johan Cruijff e Johan Neeskens la sua popolarità internazionale avrebbe toccato altre quote.
Ruud Geels è comunque riuscito a conquistare per ben 5 volte il titolo di cannoniere, rappresentando un record assoluto in Olanda, di cui 4 consecutivi, record eguagliato da un certo Marco Van Basten sempre con la maglia dell’Ajax Amsterdam. Ruud Geels è stato comunque un grosso personaggio, sia nella natia Olanda, dove ha giocato con i quattro maggiori club del paese, che in Belgio, dove ha difeso i colori di FC Club Bruges e Anderlecht Bruxelles RSC. Centravanti atletico, veloce e coraggioso, temibilissimo nel gioco aereo, il biondo e scarso crinito Ruud Geels per anni ha terrorizzato le difese di Belgio e Olanda. Per lui, al termine della carriera nella Eredivisie, ben 266 reti che purtroppo gli hanno valso solo un secondo e un terzo posto nella classifica della “Scarpa d’Oro”, trofeo riservato al miglior bomber europeo, rispettivamente nel 1975 e nel 1977. Anche per lui scarso successo con la nazionale con cui vanta 20 presenze e 11 gol. Ruud Geels può vantare il record di aver vestito le maglie dei tre più importanti club olandesi, cioè Ajax Amsterdam, PSV Eindhoven e Feyenoord Rotterdam.


Degno avversario, nonché erede al trono della classifica dei marcatori è Kees Kist, potente centravanti dell’AZ’67 Alkmaar, che dopo due secondi posti nella classifica cannonieri, nel 1979, realizza ben 34 reti che gli valgono il titolo di cannoniere e il successo finale nella “Scarpa d’Oro”. Stranamente, nell’unica stagione in cui il rendimento di questo fenomenale attaccante è venuto meno, la sua squadra, l’AZ’67 Alkmaar, è riuscita a vincere il campionato, interrompendo l’egemonia delle tre grandi del calcio olandese. Kees Kist alla fine della carriera avrà realizzato 211 reti nella Eredivisie, concludendo al quarto posto all time, mentre con la nazionale arancione le marcature saranno solo 4 in 21 partite. 


Al terzo posto nella classifica marcatori della Eredivisie troviamo Johan Cruijff, del quale abbiamo già parlato in precedenti articoli. Per il più grande calciatore europeo di sempre le reti realizzate sono state 216. Troviamo poi Tonny Van der Linden, grande attaccante del DOS Utrecht alla fine degli anni ’50. Sempre nello stesso periodo troviamo Henk Groot dell’Ajax Amsterdam, mentre negli anni ’80 si è messo in luce Peter Houtman, che ha vestito i colori del Feyenoord Rotterdam, FC Groningen, Sparta Rotterdam e FC Den Haag. Ai primi posti, tuttavia, non troviamo alcuni grandi attaccanti come Coen Moulijn, Johnny Rep, Rob Rensenbrink, Marco van Basten, Dennis Bergkamp, Patrick Kluivert o Ruud van Nistelrooy. Per molti di loro, il trasferimento nei campionati esteri in età molto giovane, ha impedito di poter tentare l’assalto ai primi posti della classifica.

311
Willy va der Kuylen
PSV Eindhoven – MVV Maastricht
266
Ruud Geels
Telstar Ijmuiden – Feyenoord Rotterdam
Go Ahead Eagles DeventerAjax Amsterdam
Sparta Rotterdam – PSV Eindhoven – NAC Breda
216
Johan Cruijff
Ajax Amsterdam – Feyenoord Rotterdam
211
Kees Kist
AZ’67 Alkmaar
208
Tonny van der Linden
DOS Utrecht
195
Henk Groot
Ajax Amsterdam – Feyenoord Rotterdam
180
Peter Houtman
Feyenoord Rotterdam – FC Groningen
Sparta Rotterdam – FC Den Haag
175
Sjaak Swart
Ajax Amsterdam
174
Leo van Veen
DOS Utrecht – FC Utrecht – Ajax Amsterdam
161
Cor van der Gijp
Feyenoord Rotterdam

Saturday, 2 August 2014

SPECIALE CALCIO OLANDESE BLOG - Da Knoote a De Vrij, ecco tutti i calciatori olandesi che hanno giocato in Italia



La serie A, con l'arrivo nelle ultime due stagioni di Kevin Strootman e Stefan de Vrij a Roma, rispettivamente sulla sponda giallorossa e biancoceleste della città, sembra essere nuovamente appetibile per i calciatori olandesi, da tempo lontani dal campionato italiano.
Se, ad oggi, i giocatori oranje che giocano in Italia sono 6, il conto totale dei calciatori che hanno giocato nella nostra penisola è ben più alto, ma lasceremo a voi lettori spulciare le statistiche nella tabella qui sotto.
Ci basterà sapere, comunque, che la città preferita dai calciatori olandesi è senza dubbio Milano, per la quale sono passati addirittura più di 20 giocatori (22 solo tra Inter e Milan).
Il primo calciatore olandese a varcare i nostri confini si chiamava François Menno Knoote, portiere del Milan nella lontanissima stagione 1905-1906. Con i rossoneri Knoote vinse anche un campionato, ma verrà ricordato, più che per le prodezze tra i pali, per la sua passione per la lirica: la leggenda narra di una sua repentina fuga dal campo alle prime avvisaglie di un acquazzone, lasciando i compagni di squadra in dieci, per evitare di raffreddarsi e non potersi esibire in uno spettacolo canoro.




Dopo la grande guerra, l'Italia torna a strizzare l'occhio agli olandesi: l'indimenticato Faas Wilkes gioca per Inter e Torino, mentre altri meno indimenticabili calciatori riescono ad ottenere qualche ingaggio qua e là tra le serie minori.
Negli anni 80 scoppia la vera e propria "moda oranje". Il Milan, ben prima dell'avvento di Silvio Berlusconi, invita Johan Cruijff a giocare (per 45' contro il Feyenoord, in una partita del Mundialito per Club), regalando al pubblico italiano l'emozione di vedere il campione olandese giocare, anche se part-time, una gara con la maglia dei rossoneri. Il Presidentissimo del Pisa, Anconetani, porta in Toscana prima Kieft e poi Been, recandosi in Olanda personalmente per osservare i giocatori, mentre Napoli impazzisce per Ruud Krol. Poco tempo dopo lo stesso Berlusconi, diventato presidente del Milan, regala ai rossoneri la leggenda del trio Gullit-Rijkaard-van Basten.


La storia degli olandesi in Italia, però, non è fatta solo di glorie. Tanti, infatti, sono stati i flop arrivati dall'Olanda. Proviamo a ricordarne qualcuno: Claudio Onofri, sul finire degli anni 90, spinse per portare al Genoa Beelenkamp e van Kallen, mai visti in campo e, perciò, etichettati come bidoni. Pochi anni prima, Maickel Ferrier fu al centro di un caso controverso, quando dopo essere stato acquistato dal Verona, il suo arrivo al Bentegodi saltò in seguito ad una vergognosa protesta dei tifosi scaligeri, che esposero in curva un manichino nero impiccato. Il giocatore, visto risolto il contratto con i gialloblu, firmò un contratto con la Salernitana, rimanendo per 2 stagioni in Campania.
Innamorato dell'Italia sembra essere Eli Louhenappessy, che dopo aver giocato al Genoa, alla Salernitana ed all'Udinese, nel 2003 ha deciso di tornare in Friuli, trovando posto in società della Serie D, dell'Eccellenza e di altre divisioni inferiori quali Carrarese, Tamai, Sevegliano, Pozzuolo del Friuli, San Daniele del Friuli, Buttrio e Aurora Buonacquisto.




Ma la Serie A è stata croce e delizia per tanti giocatori. Pensiamo a Sergio de Windt (nella foto in alto), che a 21 anni, dopo una vita di sregolatezze seguito all'approdo, da giovanissimo, alla Juventus, smette di giocare a calcio e si guadagna da vivere nel call center della compagnia telefonica KPN, giocando solo saltuariamente, e solo a livello amatoriale, con squadre come l'Huizen, l'Argon, i Rijnsburgse Boys ed il CSW.
Ma non si può non parlare anche del caso di Harvey Esajas, che smise di giocare a calcio a 27 anni dopo un infortunio al tendine di Achille e finì a lavorare come assistente in una cucina di un ristorante. Esajas, però, grande amico di Clarence Seedorf, riuscì ad ottenere un contratto (ma solo dopo durissimi allenamenti, al termine dei quali perse oltre 15 kg) con il Milan, con il quale esordì nei cinque minuti finali di una partita di Coppa Italia contro il Palermo.

Ecco, di seguito, l'elenco di tutti i calciatori olandesi che hanno giocato in Italia.


Atalanta: Jan Peters (1985-1986)

Brescia: Ouasim Bouy (2013-2014 in prestito dalla Juventus)

Cagliari: Mustafa El Kabir (2011-2012)

Catania: Maickel Ferrier (1996-1997 in prestito dalla Salernitana)

Como: Jean-Paul van Gastel (2002-2003)

Fiorentina: André Roosenburg (1950-1953)

Foggia: Bryan Roy (1992-1994)

Gela: Eric Orie (1996-1997)

Genoa: Milan Berck Beelenkamp (1998-1999), Eli Louhenappessy (1997-1998), Jan Peters (1982-1985), Johan van't Schip (1992-1995), Luciano van Kallen (1998-1999), Oscar Moens (2003-2004), Marciano Vink (1993-1994)

Inter: Dennis Bergkamp (1993-1995), Luc Castaignos (2011-2012), Edgar Davids (2004-2005), Wim Jonk (1993-1995), Andy van der Meyde (2003-2005), Clarence Seedorf (1999-2002), Wesley Sneijder (2009-2013), Faas Wilkes (1949-1952), Aron Winter (1996-1999)

Juventus: Ouasim Bouy (2012-2013), Edgar Davids (1997-2004), Sergio de Windt (2000-2002), Eljero Elia (2011-2012), Edwin van der Sar (1999-2001)

Lazio: Edson Braafheid (2014-oggi), Stefan de Vrij (2014-oggi), Jaap Stam (2001-2004), Aron Winter (1992-1996)

Legnano: Harvey Esajas (2004-2005)

Lecce: Djuric Winklaar (2001-2003)

Lecco: Harvey Esajas (2004-2005)

Messina: Karel Woogt (1950-1951)

Milan: Marco van Basten (1987-1993), Winston Bogarde (1997-1998), Marc van Bommel (2010-2012), Edgar Davids (1996-1997), Nigel de Jong (2012-oggi), Harvey Esajas (2004-2005), Urby Emanuelson (2010-2014), Marco van Ginkel (2014-oggi) Ruud Gullit (1987-1993), Klaas Jan Huntelaar (2009-2010), Patrick Kluivert (1997-1998), François Menno Knoote (1905-1906), Michael Reiziger (1996-1997), Frank Rijkaard (1988-1993), Clarence Seedorf (2002-2012), Jaap Stam (2004-2006)

Monza: Stefano Seedorf  (2011-2012), Sander Westerveld (2009-2011)

Napoli: Ruud Krol (1980-1984), Jonathan De Guzman (2014-oggi)


Padova: Michel Kreek (1994-1996), Leonard van Utrecht (1995-1997)

Palermo: Ronald Hoop (1996-1997)

Perugia: Michel Kreek (1996-1997)

Pisa: Mario Been (1988-1991), Kieft (1983-1986)


Pro Patria: Lakenberg (1950-1951)

Reggiana: Eric Orie (1994-1995)

Roma: Marteen Stekelenburg (2011-2013), Kevin Strootman (2013-oggi), Urby Emanuelson (2014-oggi)

Salernitana: Maickel Ferrier (1996-1998), Eli Louhenappessy (2001-2002), Stefan Jansen (1996-1997)

Sampdoria: Ruud Gullit (1993-1995), Clarence Seedorf (1995-1996)

Sora: Djuric Winklaar (2002-2003 in prestito dal Lecce)

Spal: Djuric Winklaar (2003-2004 in prestito dal Lecce)

Ternana: Jean-Paul van Gastel (2001-2002)

Torino: Wim Kieft (1986-1987), Michel van de Korput (1980-1983), Faas Wilkes (1952-1953)

Udinese: Eli Louhenappessy (1999-2001), Henry van der Vegt (1998-2000), Harald Wapenaar (1998-1999)

Vicenza: Piet Kruiver (1961-1962)

Viterbese: Harry van der Laan (2000-2001), Edwin van Ankeren (2000-2001)

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Thursday, 13 February 2014

SPECIALE CALCIO OLANDESE BLOG - La squadra d'Eredivisie più seguita sui social network? L'Ajax. Seguono a distanza Feyenoord, PSV e Twente


Nelle tabelle in alto abbiamo registrato i Mi Piace e i Followers di tutte le 18 squadre di Eredivisie: al primo posto in entrambe si conferma l'Ajax, con quasi 1.200.000 su Facebook e oltre 300.000 Followers su Twitter, seguita da Feyenoord (223.000 Mi Piace su Facebook e 101.000 Followers su Twitter), PSV (188.000 Mi Piace su Facebook e 112.000 Followers su Twitter) e Twente (125.000 Mi Piace su Facebook e 65.000 Followers su Twitter).

Fanalino di coda su Facebook è l'RKC Waalwijk con appena 3.500 Mi Piace, mentre gli ultimi due posti nella classifica per Twitter sono occupati da GA Eagles e Heracles con a malapena 6.600 Followers.

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